Category

True Stories

Torneremo ad abbracciarci

By | ., News, True Stories | No Comments

Cara amica, caro amico,

come stai?

Noi fisicamente bene e pronti a ripartire, garantendo la sicurezza di chi lavora con noi.

Dall’inizio del lockdown, i reparti tecnico, creativo, commerciale e amministrativo stanno lavorando da casa, in smart working, con riunioni in modalità virtuale. La produzione è proseguita finché è stato consentito dai decreti del Governo.

Ora, in vista del 4 maggio, stiamo adattando i percorsi e i processi alle necessità di distanziamento sociale: abbiamo riorganizzato il magazzino per poter evadere in sicurezza gli ordini e le richieste, e ci prepariamo ad applicare tutte le necessarie procedure volte a garantire la sicurezza e la salute di tutti coloro che accedono in azienda. Dove possibile manterremo la modalità di lavoro da remoto per fare la nostra parte per il benessere collettivo.

Gli atleti e i Cinelli Ambassador stanno dando il loro personale contributo a progetti solidali, come Paola Gianotti che ha pedalato per 12 ore consecutive sui rulli per acquistare mascherine per gli ospedali. Insieme a Marta Castronuovo di Yoga-à-Porter abbiamo creato Cinelli Cares, le pillole video di yoga per l’allenamento domestico di chi va in bici. Organizziamo meetup e ride su Zwift per mantenere allenamento e spirito di community. Con gli amici di Becycling rientrati in Italia, ci siamo interrogati sul senso del viaggio in bicicletta in tempo di Covid, in una Cinelli Talk su Instagram. I nostri atleti di Team Colpack Ballan, Energy Team, Team LVF, G.S. Stabbia, Deka Riders, Falasca MG.K Vis Luxor, Team Cinelli Smith, Army of two, Lovelo Squadra donne, Team Jadan, Sportcomplex Breclav, Velo ibike, Rush Cycles, Black Sox Bicycle Club si allenano con serietà e impegno tra le mura domestiche, raccontandosi sui social.

Ci aspetta adesso la sfida più impegnativa: ripartire. Ma chi va in bici è abituato alle grandi sfide che necessitano di competenza, rinnovamento, lavoro di squadra, impegno, forza e sudore. Vogliamo stare vicino a chi pedala, ai nostri dealer, ai distributori, per ricominciare tutti insieme, per dare un contributo concreto allo sviluppo culturale e commerciale nostro, dei nostri partner e di tutto il settore.

Vogliamo farci promotori dell’uso della bicicletta come strumento principe del necessario distanziamento sociale per decongestionare la mobilità urbana: la bicicletta è una scelta individuale per il bene collettivo. Vogliamo dialogare con gli altri attori del comparto e partecipare ai tavoli di discussione, per dare un forte e deciso nuovo impulso alla bike industry. Vogliamo promuovere gli incentivi all’acquisto della bicicletta e all’uso delle due ruote come strumento di prevenzione. Vogliamo sostenere i nostri partner e Ambassador nelle campagne di sensibilizzazione per la sicurezza sulla strada e per la riduzione dell’iva sulle biciclette. Vogliamo partecipare alla costruzione di modelli sostenibili di rinnovamento che evidenzino i benefici delle due ruote dal punto di vista economico, ecologico, sanitario. Vogliamo promuovere il cicloturismo di prossimità come motore di rinascita del territorio.

Abbiamo bisogno di immaginare nuove maniere di vivere e convivere. E di lavorare. Stiamo ripensando con nuova linfa creativa ai modelli di lavoro che prima funzionavano ma ora non sono più adeguati: dobbiamo trasferire subito nel quotidiano ciò che abbiamo imparato in questi mesi, dimostrando la nostra resilienza ed intelligenza nell’intessere relazioni e costruire nuove economie.

Il lockdown ci ha indicato la possibilità di sfruttare appieno le tecnologie digitali di comunicazione, aprendo spazio al confronto immediato, abolendo i tempi morti, mostrandoci agli altri anche nella nostra quotidianità privata. L’invito è a tenerci stretta questa guadagnata vicinanza dettata paradossalmente dalla necessaria distanza, per lavorare meglio insieme e dialogare in maniera nuova, empatica ed efficace, creando una potente connessione umana e professionale.

Torneranno i grandi eventi ciclistici, ché le bici devono correre. E noi ci saremo.
Nel frattempo, torniamo insieme in pista.

A presto!

Antonio Colombo e il Team Cinelli

Cinelli Cares

By | ., News, True Stories | No Comments

Questo è il periodo dell’anno perfetto per pedalare: le giornate si allungano, il sole scalda ma non scotta, anche il vento inizia a farsi meno lama e più carezza.
Purtroppo però la situazione Coronavirus impone di stare a casa per salvaguardare la propria salute e quella degli altri.
Dopo lo scoramento iniziale, la realtà virtuale è arrivata in aiuto e adesso si riesce ad allenarsi con gli amici anche rimanendo ognuno a casa sua.

Per integrare e completare l’allenamento indoor Cinelli ha creato Cinelli Cares, una serie di lezioni di yoga studiate appositamente per integrare la preparazione dei ciclisti lavorando su forza e flessibilità con l’obiettivo di migliorare la performance sui pedali.

A svelare i segreti dello yoga per ciclisti sarà Marta Castronuovo, insegnante di yoga e fondatrice di Yoga à Porter con l’obiettivo di offrire un’insegnante che non si estranei dalla realtà, chiudendosi nel minimalismo dei centri yoga, ma che sperimenti e conosca quanto più possibile la realtà nella quale viviamo, diffondendosi per la città, entrando in case, piccoli e grandi uffici, co-working, bar, teatri e altro ancora.
In questo senso, è stata fondamentale la formazione caleidoscopica di Marta, che, agli studi umanistici di Filosofia, Arte ed Antropologia, fonde quelli di Yoga, Medicina Cinese e Ayurveda.
Per maggiori informazioni su tutti gli studi di Marta, clicca qui.

Il primo episodio di Cinelli Cares verrà pubblicato domani, poi ogni martedì e venerdì, sul canale IGTV Cinelli Official.

Namasté!

I record di Paola per combattere il Covid-19

By | ., News, True Stories | No Comments

Aiuta la nostra Ambassador Paola Gianotti a raccogliere fondi per acquistare migliaia di mascherine per l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

Paola ha messo all’asta la Cinelli Superstar Disc del suo terzo Guinness World Record, che l’ha vista nel 2017 attraversare il Giappone in nove giorni, da nord a sud. Fai la tua offerta!

Il 18 Aprile, a conclusione e boost della campagna di raccolta, partecipa alla 12 ore sui rulli, pedalando con Paola su Zwift e seguendo la diretta sulla sua pagina Facebook 

Oppure, dona subito: https://www.gofundme.com/f/keepbrave-per-covid2019

Forza Paola!

Anima d’Acciaio: visita guidata con Antonio Colombo

By | ., News, True Stories | No Comments

Questa è una di quelle cose che succedono una volta nella vita!
Martedì 18 febbraio presso la galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea, Antonio Colombo vi guiderà attraverso Anima d’Acciaio, la mostra che individua il contributo cruciale che Columbus ha dato all’evoluzione della bicicletta, aprendo inedite possibilità in termini di materiale, leggerezza, progettazione, design e realizzazione.
A seguire un brindisi per i 100 anni dell’azienda! Non mancare!
Più info qui

Martedì 18 febbraio
ore 19.30 – 21.00
Antonio Colombo Arte Contemporanea
Via Solferino 44
Milano

Anima d’Acciaio da Upcycle

By | ., News, True Stories | No Comments

Upcycle presenta:Anima d’acciaio. Columbus e cento anni di design della bicicletta.
Cento anni di Columbus. Cento anni di tubi leggendari che hanno fatto la Storia del ciclismo. Intrecciandosi con quella di Cinelli, altro marchio storico del ciclismo italiano e mondiale.
Una serata per tracciare il percorso dell’innovazione tecnologica degli ultimi cento anni del settore, e individuare il contributo cruciale che Columbus ha dato all’evoluzione della bicicletta, aprendo inedite possibilità in termini di materiale, leggerezza, progettazione, design e realizzazione.
Antonio Colombo ne conversa insieme a Giacomo Pellizzari. Con un ricco bagaglio di racconti, immagini, storie e suggestioni. La coda lunga di un anno dedicato alla ricerca d’archivio e alle celebrazioni di Columbus Continuum, il ciclo di mostre in corso alla galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea, a Milano.

Martedì 11 febbraio
ore 19:30
Upcycle Milano Bike Cafè
Via Ampère, 59 – Milano

Cinelli x Tigran Avetisyan

By | ., News, True Stories | No Comments

La missione di Cinelli è sempre stata quella di guardare oltre il presente, di reinventare ogni volta la bicicletta, di migliorare la vita dei ciclisti. I principi di Design guidano la realizzazione dei prodotti Cinelli. Design non è “estetica”. Design è forma, primo progetto, disegno, tecnologia, tecnica, materiali, innovazione, creatività, funzione, qualità, unicità, conoscenza, emozione. Vogliamo che ogni prodotto abbia un’Idea, perché se è una copia, non può essere Cinelli.
Oggi questa idea si esprime nella collaborazione con Tigran Avetisyan, designer russo che ha studiato alla prestigiosa scuola di moda Central Saint Martins a Londra, e la cui collezione finale è stata completamente sponsorizzata da LVMH.
Tigran fa parte del Cinelli Art Program di Wingedstore, con il primo cap che sarà presto online.
L’avanguardia stilistico performativa del designer, sviluppata in una collezione di streetwear con i loghi Cinelli e Columbus e venduta attraverso i canali della moda, verrà presentata domenica 12 gennaio 2020 dalle 18.00.
Durante l’evento Tigran stesso eseguirà una performance di live painting su una Vigorelli Shark con ruote lenticolari gentilmente fornite da Vision.

Siete tutti invitati!

Cinelli x Tigran Avetisyan
12.01.20 – h 18.00
Riccardo Grassi showroom
Via Piranesi 4, Milano

Anima d’Acciaio opening video

By | ., News, True Stories | No Comments

Anima d’acciaio continua fino al 18 gennaio negli spazi della Galleria Antonio Colombo, a Milano.
La selezione in mostra muove da 13 serie tubi Columbus (dove “serie tubi” indica il set di tubi necessari a comporre il telaio), con il loro carattere speciale: AELLE, SL, AIR, SLX, MAX, GENIUS, HYPERION, OR, XLR8R, STARSHIP, XCr, SPIRIT HSS e CENTO, la serie celebrativa del Centenario, a tracciare un ideale percorso dell’innovazione tecnologica degli ultimi cento anni del settore.
A questo link il video della serata d’inaugurazione.

A night with Richard Sachs

By | ., News, True Stories | No Comments

Richard Sachs, world-famous American framebuilder, celebrates 100 years of Columbus at Anima d’acciaio, in a conversation with Pietro Pietricola from Officina Dario Pegoretti, led by the journalist Federico Meda.

The dialogue will explore Sachs’ experience as a rider alongside with the origins and development of his job as a framebuilder, using Columbus tubing, and his collaboration with Dario Pegoretti.
Pietro Pietricola’s experience and point of view will face the relationship between tradition and innovation.

Contributions from a qualified public of framebuilders, makers and Columbus friends will be a further enrichment of the speech.
The conversation will be held in English.
Further info here.

A night with Richard Sachs
December 4th 2019 | 7pm
Antonio Colombo Arte Contemporanea
Via Solferino 44, Milano

“Anima d’acciaio: Columbus and bicycle design” hosts Richard Sachs’ amazingly red race lugged-steel-frame.
Here a selection of images of the contents and opening of the exhibit.
Open to the public until January 18th 2020.

Anima d’Acciaio: Columbus e il design della bicicletta

By | ., News, True Stories | No Comments

Caro Amico,
siamo molto orgogliosi di invitarti all’inaugurazione di Anima d’Acciaio: Columbus e il design della bicicletta, il secondo capitolo della rassegna Columbus Continuum, mercoledì 20 novembre dalle 18.30 alle 21.00 presso la galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea

La mostra sarà aperta al pubblico dal 26 novembre al 18 gennaio 2020.

Anima d’Acciaio: Columbus e il design della bicicletta
mercoledì 20 novembre
dalle 18.30 alle 21.00
Antonio Colombo Arte Contemporanea
Via Solferino 44, Milano

Design as an attitude

By | News, True Stories | No Comments
Nel dicembre 2018 Antonio Colombo viene invitato ad Hong Kong come ospite a Business od Design Week, il più importante evento di design del Sud Est Asiatico.
All’interno della giornata “Reinventing Brands Through Design”, il discorso di Colombo “Design is an attitude” racconta ancora una volta la visione e la missione di Cinelli.
Eccolo tradotto in italiano.

 

Quello che avete appena visto è un filmato fatto da alcuni giovani amici e racconta, in modo forse ingenuo ma abbastanza completo, i valori di Cinelli.

Adesso gireranno dietro di me più di 400 immagini di una vita, la mia, in cui design, arte e tecnologia si sono intrecciati per ben 40 anni…

Devo essere chiaro fin dall’inizio. Io non sono un designer. Ne un artista o un ingegnere. Sono un industriale “riluttante”. A 26 anni, quando mio padre mancò e mi  sentii obbligato a rilevare la direzione della sua impegnativa fabbrica di tubi d’acciaio, il mio piano era di trasferirmi in Irlanda, aprire un bed & breakfast e dedicarmi alla pesca con la mosca!

Forzato a prendermi cura dell’azienda di famiglia, iniziai immediatamente a cercare all’interno uno sfogo ai miei impulsi creativi. E lo trovai nella bicicletta. In particolare in Columbus, la divisione, quasi in disuso, dedicata ai tubi per biciclette e poco dopo anche attraverso Cinelli, un cliente Columbus che acquisii tra il 1978 e il 1979.

Il mio approccio al design non fu da laureato di una scuola specializzata, o da architetto o ingegnere. Ma piuttosto da un giovane cresciuto nel pesante clima della Milano degli anni 70, fatto di terrorismo, rapimenti, scioperi e altre situazioni drammatiche.

La mia educazione estetica è derivata principalmente dalla musica rock e dalle controculture in generale. Quello che si sentiva, vedeva e provava nella musica, nel cinema underground, nella letteratura di fine anni 60 e 70 era completamente sconnesso rispetto alla quotidianità di un giovane milanese. Rappresentavano l’estetica del futuro. Ed è stato attraverso tutto questo che ho scoperto i colori, la creatività e, ancora più importante, l’idea di design non solo come progetto ma come un’etica, come sistema di comunicare nuove attitudini di vivere secondo valori estetici.

Grazie a questo approccio sono stato capace di vedere nella bicicletta un veicolo dalla funzionalità perfetta ma con un potenziale sociale ancora inespresso, utopico.

La bicicletta è già un oggetto di design tecnicamente perfetto, mi dissi. Dovevo intervenire sui dettagli e sugli utilizzi della bici piuttosto che sull’oggetto in se. Dovevo capire meglio le sue possibilità.

Dovevo creare il terreno per APPROCCI DIFFERENTI ALLA BICICLETTA.

Conseguentemente il mio timore e la mia ansia erano che producendo biciclette producessimo SOLTANTO biciclette, producendo tubi producessimo SOLTANTO tubi.  Scoprire la storia del “Bauhaus segreto” dell’azienda di mio padre mi aiutò a superare questo timore e questa ansia. Negli anni 30 l’azienda aveva acquistato la licenza per produrre e commercializzare l’arredamento in tubolare d’acciaio di Marcel Breuer e altri grandi designer dell’epoca. A casa non se ne parlava mai perché, vista la vicinanza del Bauhaus con il regime (avevamo arredato per intero quello che è il manifesto del razionalismo italiano con l’Architetto Terragni ma si chiamava Casa del Fascio), si credeva dovesse essere tenuto nascosto.  Ma la sua scoperta, sedute, poltrone, scrivanie, tessuti originali accatastati in un magazzino polveroso, fu una rivelazione. D’improvviso avevo la certezza che produrre tubi non significasse solamente produrre tubi, ma poteva anche voler dire cultura! Credo che questa sia una lezione importante e interessante per ogni imprenditore!

E fu anche grazie a questa sicurezza e attitudine che, per esempio, Cinelli divenne la prima azienda in Europa a produrre e commercializzare Mountain Bike. La MTB rappresentò un modo del tutto nuovo, libero, creativo di intendere la bicicletta e divenne il primo, naturale, passo del nuovo corso di Cinelli .

Attraverso questo periodo, e ancora oggi, il mio non essere un ciclista professionista, ma comunque pedalo ogni volta che posso, ne un designer ha permesso alla mia azienda di contaminare, ed essere contaminata anche da altri mondi. Non essendo un ciclista professionista, mi è stato possibile dedicarmi ad altre ricerche culturali. Non essendo un designer, il mio approccio al design non è mai stato solamente orientato al prodotto ma alle arti in generale. Mi aprii al grande fermento culturale di Milano degli anni ‘80 e soprattutto all’approccio “non-rigoroso” “non-funzionalista” dei gruppi come Alchimia e Memphis, e in particolare di Alessandro Mendini. DA QUI SCOPRII CHE L’APPROCCIO PERFETTO PER ME NON ERA PERCHÉ, MA PIUTTOSTO PERCHÉ NO?

Questo approccio mi portò al design di oggetti che non esistevano nel mondo del ciclismo, come il primo nastro manubrio al mondo in EVA, e l’Original Cork Ribbon, le appendici Spinaci e prodotti altamente tecnologici come il cockpit integrato in carbonio RAM, e la bicicletta che ha vinto più Olimpiadi e titoli mondiali della storia, la Laser.

La mia relazione con gli ingegneri e con gli aspetti tecnologici del design ha sempre preso le forme della provocazione. La provocazione è di solito l’idea di un nuovo modo di intendere la bicicletta, e questa provocazione funge da stimolo allo sviluppo di nuovi metodi costruttivi, garantendo la competitività dell’azienda ad altissimi livelli.

Durante gli anni 80 e 90 Cinelli divenne famosa in tutto il mondo come l’unica azienda del ciclismo capace di produrre valori ciclistici alternativi. Abbiamo collaborato con artisti, con famosi graphic designer, abbiamo creato oggetti che non esistevano, ecc.

Ma fu solo nei primi 2000 che la mia visione estesa della bicicletta potè divenire una realtà. A farla semplice, in quegli anni la cultura giovanile aveva pervaso la bicicletta per la seconda volta (la prima era stata la MTB). Questa volta lo fece a livello globale, grazie all’annullamento delle distanze spaziali e temporali determinato dalla rivoluzione digitale, connettendosi per la prima volta con la nascente “street culture”. Fino a  quel momento la bicicletta era sempre rimasta per lo più attrezzatura per fare sport o mezzo di trasporto. La sua adozione da parte della cultura giovanile fu già di per se un atto di design, che la trasformò in un fenomeno sociale  e ne modificò radicalmente la funzione. D’improvviso la bici da corsa non era solamente una bici da corsa, ma divenne una urban fixed gear, una cargo, una bici da avventura, una gravel.

In particolare lo scatto fisso urbano, una bici da pista senza freni utilizzata in città  che catalizzò l’attenzione dei giovani verso il ciclismo, è un buon esempio della design strategy di Cinelli. La continua attenzione ai risvolti socio culturali  che gravitano attorno alla bicicletta ha permesso a Cinelli di identificare la tendenza non solo prima degli altri ma anche nella sua completezza di fenomeno culturale, agevolando lo sviluppo delle famose famiglie MASH e Vigorelli, che riuscirono ad abbinare caratteri sociali e tecnici.

Quando iniziammo a sviluppare una nuova generazione di bici a scatto fisso disegnate appositamente per un utilizzo urbano, a differenza delle originali bici da pista, la gente iniziò, soprattutto in Italia, a chiedermi che senso avesse una bici senza freni. La mia risposta era sempre, per reinventare i freni! Insieme ad appassionati rider di tutto il mondo non solo reinventammo il modo di frenare in città, ma reinventammo anche la guidabilità e le geometrie della bicicletta urbana.

Grazie alla ricerca e al lavoro degli anni 80 e 90 per dimostrare che la bicicletta potesse essere anche un contenitore di valori ed emozioni e non fosse solo uno sport o un mezzo di trasporto, questi nuovi ciclisti del 2000 adottarono Cinelli come riferimento.

Il cappellino Cinelli, ad esempio, divenne un simbolo globale di questi valori alternativi, arrivando a vendere più di 100.000 pezzi l’anno, senza contare le imitazioni.

Il cappellino è l’esempio perfetto di cosa voglio dire quando dico che  non ho inventato nulla. Il cappellino non è nuovo, esiste da più di 100 anni, ma c’è qualcosa nel modo in cui Cinelli lo presenta che attira moltissime persone. Io la chiamo “tecnologia umana”, e non l’applichiamo solo ai prodotti tecnologicamente avanzati e performanti, ma ad ogni aspetto dell’azienda.

Il design nella cultura giovanile e non solo, e in particolare in quella legata al ciclismo, è un processo che comprende tutto quello che c’è prima del prodotto, nel prodotto, e nell’utente finale.

Infatti oggi per Cinelli design vuol dire “happy to make another rider happy” (felici di rendere un altro ciclista felice). In poche parole il design è l’azienda.

HAPPY TO MAKE ANOTHER RIDER HAPPY (ripetuto).

Ci chiediamo continuamente come rendere felici gli altri ciclisti. In tutti i sensi e in tutte le direzioni: attraverso la partecipazione (sui Social Media ad esempio), aumentando la sicurezza dei nostri prodotti, creando un senso di comunità, affinando l’estetica, aiutando i giovani ciclisti a trovare sempre nuovi modi per usare le loro biciclette…

Quanto detto è sintetizzato visivamente dal Pedalor, scultura (creata da Alessandra Cusatelli) ispirata al Modulor, moderna rivisitazione di Le Corbusier nel 1955 del leonardesco Uomo di Vitruvio come studio sulle proporzioni umane in funzione delle nuove esigenze abitative. Nella mano è stata aggiunta una bicicletta sostenuta con vigore sopra il capo, come nelle prime critical mass del 1992. Quando il prodotto diventa simbolo e si accompagna ad un gesto il design è compiuto e sfiora l’Arte.