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Carlo Zumerle

Design as an attitude

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Nel dicembre 2018 Antonio Colombo viene invitato ad Hong Kong come ospite a Business od Design Week, il più importante evento di design del Sud Est Asiatico.
All’interno della giornata “Reinventing Brands Through Design”, il discorso di Colombo “Design is an attitude” racconta ancora una volta la visione e la missione di Cinelli.
Eccolo tradotto in italiano.

 

Quello che avete appena visto è un filmato fatto da alcuni giovani amici e racconta, in modo forse ingenuo ma abbastanza completo, i valori di Cinelli.

Adesso gireranno dietro di me più di 400 immagini di una vita, la mia, in cui design, arte e tecnologia si sono intrecciati per ben 40 anni…

Devo essere chiaro fin dall’inizio. Io non sono un designer. Ne un artista o un ingegnere. Sono un industriale “riluttante”. A 26 anni, quando mio padre mancò e mi  sentii obbligato a rilevare la direzione della sua impegnativa fabbrica di tubi d’acciaio, il mio piano era di trasferirmi in Irlanda, aprire un bed & breakfast e dedicarmi alla pesca con la mosca!

Forzato a prendermi cura dell’azienda di famiglia, iniziai immediatamente a cercare all’interno uno sfogo ai miei impulsi creativi. E lo trovai nella bicicletta. In particolare in Columbus, la divisione, quasi in disuso, dedicata ai tubi per biciclette e poco dopo anche attraverso Cinelli, un cliente Columbus che acquisii tra il 1978 e il 1979.

Il mio approccio al design non fu da laureato di una scuola specializzata, o da architetto o ingegnere. Ma piuttosto da un giovane cresciuto nel pesante clima della Milano degli anni 70, fatto di terrorismo, rapimenti, scioperi e altre situazioni drammatiche.

La mia educazione estetica è derivata principalmente dalla musica rock e dalle controculture in generale. Quello che si sentiva, vedeva e provava nella musica, nel cinema underground, nella letteratura di fine anni 60 e 70 era completamente sconnesso rispetto alla quotidianità di un giovane milanese. Rappresentavano l’estetica del futuro. Ed è stato attraverso tutto questo che ho scoperto i colori, la creatività e, ancora più importante, l’idea di design non solo come progetto ma come un’etica, come sistema di comunicare nuove attitudini di vivere secondo valori estetici.

Grazie a questo approccio sono stato capace di vedere nella bicicletta un veicolo dalla funzionalità perfetta ma con un potenziale sociale ancora inespresso, utopico.

La bicicletta è già un oggetto di design tecnicamente perfetto, mi dissi. Dovevo intervenire sui dettagli e sugli utilizzi della bici piuttosto che sull’oggetto in se. Dovevo capire meglio le sue possibilità.

Dovevo creare il terreno per APPROCCI DIFFERENTI ALLA BICICLETTA.

Conseguentemente il mio timore e la mia ansia erano che producendo biciclette producessimo SOLTANTO biciclette, producendo tubi producessimo SOLTANTO tubi.  Scoprire la storia del “Bauhaus segreto” dell’azienda di mio padre mi aiutò a superare questo timore e questa ansia. Negli anni 30 l’azienda aveva acquistato la licenza per produrre e commercializzare l’arredamento in tubolare d’acciaio di Marcel Breuer e altri grandi designer dell’epoca. A casa non se ne parlava mai perché, vista la vicinanza del Bauhaus con il regime (avevamo arredato per intero quello che è il manifesto del razionalismo italiano con l’Architetto Terragni ma si chiamava Casa del Fascio), si credeva dovesse essere tenuto nascosto.  Ma la sua scoperta, sedute, poltrone, scrivanie, tessuti originali accatastati in un magazzino polveroso, fu una rivelazione. D’improvviso avevo la certezza che produrre tubi non significasse solamente produrre tubi, ma poteva anche voler dire cultura! Credo che questa sia una lezione importante e interessante per ogni imprenditore!

E fu anche grazie a questa sicurezza e attitudine che, per esempio, Cinelli divenne la prima azienda in Europa a produrre e commercializzare Mountain Bike. La MTB rappresentò un modo del tutto nuovo, libero, creativo di intendere la bicicletta e divenne il primo, naturale, passo del nuovo corso di Cinelli .

Attraverso questo periodo, e ancora oggi, il mio non essere un ciclista professionista, ma comunque pedalo ogni volta che posso, ne un designer ha permesso alla mia azienda di contaminare, ed essere contaminata anche da altri mondi. Non essendo un ciclista professionista, mi è stato possibile dedicarmi ad altre ricerche culturali. Non essendo un designer, il mio approccio al design non è mai stato solamente orientato al prodotto ma alle arti in generale. Mi aprii al grande fermento culturale di Milano degli anni ‘80 e soprattutto all’approccio “non-rigoroso” “non-funzionalista” dei gruppi come Alchimia e Memphis, e in particolare di Alessandro Mendini. DA QUI SCOPRII CHE L’APPROCCIO PERFETTO PER ME NON ERA PERCHÉ, MA PIUTTOSTO PERCHÉ NO?

Questo approccio mi portò al design di oggetti che non esistevano nel mondo del ciclismo, come il primo nastro manubrio al mondo in EVA, e l’Original Cork Ribbon, le appendici Spinaci e prodotti altamente tecnologici come il cockpit integrato in carbonio RAM, e la bicicletta che ha vinto più Olimpiadi e titoli mondiali della storia, la Laser.

La mia relazione con gli ingegneri e con gli aspetti tecnologici del design ha sempre preso le forme della provocazione. La provocazione è di solito l’idea di un nuovo modo di intendere la bicicletta, e questa provocazione funge da stimolo allo sviluppo di nuovi metodi costruttivi, garantendo la competitività dell’azienda ad altissimi livelli.

Durante gli anni 80 e 90 Cinelli divenne famosa in tutto il mondo come l’unica azienda del ciclismo capace di produrre valori ciclistici alternativi. Abbiamo collaborato con artisti, con famosi graphic designer, abbiamo creato oggetti che non esistevano, ecc.

Ma fu solo nei primi 2000 che la mia visione estesa della bicicletta potè divenire una realtà. A farla semplice, in quegli anni la cultura giovanile aveva pervaso la bicicletta per la seconda volta (la prima era stata la MTB). Questa volta lo fece a livello globale, grazie all’annullamento delle distanze spaziali e temporali determinato dalla rivoluzione digitale, connettendosi per la prima volta con la nascente “street culture”. Fino a  quel momento la bicicletta era sempre rimasta per lo più attrezzatura per fare sport o mezzo di trasporto. La sua adozione da parte della cultura giovanile fu già di per se un atto di design, che la trasformò in un fenomeno sociale  e ne modificò radicalmente la funzione. D’improvviso la bici da corsa non era solamente una bici da corsa, ma divenne una urban fixed gear, una cargo, una bici da avventura, una gravel.

In particolare lo scatto fisso urbano, una bici da pista senza freni utilizzata in città  che catalizzò l’attenzione dei giovani verso il ciclismo, è un buon esempio della design strategy di Cinelli. La continua attenzione ai risvolti socio culturali  che gravitano attorno alla bicicletta ha permesso a Cinelli di identificare la tendenza non solo prima degli altri ma anche nella sua completezza di fenomeno culturale, agevolando lo sviluppo delle famose famiglie MASH e Vigorelli, che riuscirono ad abbinare caratteri sociali e tecnici.

Quando iniziammo a sviluppare una nuova generazione di bici a scatto fisso disegnate appositamente per un utilizzo urbano, a differenza delle originali bici da pista, la gente iniziò, soprattutto in Italia, a chiedermi che senso avesse una bici senza freni. La mia risposta era sempre, per reinventare i freni! Insieme ad appassionati rider di tutto il mondo non solo reinventammo il modo di frenare in città, ma reinventammo anche la guidabilità e le geometrie della bicicletta urbana.

Grazie alla ricerca e al lavoro degli anni 80 e 90 per dimostrare che la bicicletta potesse essere anche un contenitore di valori ed emozioni e non fosse solo uno sport o un mezzo di trasporto, questi nuovi ciclisti del 2000 adottarono Cinelli come riferimento.

Il cappellino Cinelli, ad esempio, divenne un simbolo globale di questi valori alternativi, arrivando a vendere più di 100.000 pezzi l’anno, senza contare le imitazioni.

Il cappellino è l’esempio perfetto di cosa voglio dire quando dico che  non ho inventato nulla. Il cappellino non è nuovo, esiste da più di 100 anni, ma c’è qualcosa nel modo in cui Cinelli lo presenta che attira moltissime persone. Io la chiamo “tecnologia umana”, e non l’applichiamo solo ai prodotti tecnologicamente avanzati e performanti, ma ad ogni aspetto dell’azienda.

Il design nella cultura giovanile e non solo, e in particolare in quella legata al ciclismo, è un processo che comprende tutto quello che c’è prima del prodotto, nel prodotto, e nell’utente finale.

Infatti oggi per Cinelli design vuol dire “happy to make another rider happy” (felici di rendere un altro ciclista felice). In poche parole il design è l’azienda.

HAPPY TO MAKE ANOTHER RIDER HAPPY (ripetuto).

Ci chiediamo continuamente come rendere felici gli altri ciclisti. In tutti i sensi e in tutte le direzioni: attraverso la partecipazione (sui Social Media ad esempio), aumentando la sicurezza dei nostri prodotti, creando un senso di comunità, affinando l’estetica, aiutando i giovani ciclisti a trovare sempre nuovi modi per usare le loro biciclette…

Quanto detto è sintetizzato visivamente dal Pedalor, scultura (creata da Alessandra Cusatelli) ispirata al Modulor, moderna rivisitazione di Le Corbusier nel 1955 del leonardesco Uomo di Vitruvio come studio sulle proporzioni umane in funzione delle nuove esigenze abitative. Nella mano è stata aggiunta una bicicletta sostenuta con vigore sopra il capo, come nelle prime critical mass del 1992. Quando il prodotto diventa simbolo e si accompagna ad un gesto il design è compiuto e sfiora l’Arte.

STEEL IS – UNA MOSTRA STORICA

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Cinelli e Columbus, con la collaborazione del Comitato Velodromo Vigorelli, hanno organizzato la mostra Steel Is, dal 14 al 20 settembre presso la Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea.

La mostra, una sintesi eccezionale e di grande ispirazione, ha tracciato l’inscindibile legame di reciproca fedeltà che unisce i legni dello storico Velodromo Vigorelli alla materia più reale, l’acciaio, storica anima del ciclismo, accompagnando il visitatore attraverso un’esperienza profonda in un percorso tematico tra creazione artigianale, design, sport e velocità.
Come la straordinaria mostra-nella-mostra Con le Mie Mani, nella quale per la prima volta nella storia del ciclismo i più importanti telaisti italiani hanno messo a disposizione lime e altri strumenti d’affezione, raccontandone un piccolo aneddoto. E la maschera da saldatura utilizzata da Dario Pegoretti in persona. Poi i tre modelli di Laser (Nostra, Chrono, America), la biciletta più innovativa di sempre, vincitrice del premio Compasso d’Oro nel 1991 e di più di 30 medaglie d’oro tra Olimpiadi e Campionati del Mondo, su strada e su pista.

L’esposizione continua con la ricostruzione degli ambienti di un ufficio milanese degli anni ’40, arredati con eccezionali pezzi di mobilio razionalista realizzati in tubo metallico Columbus e nati in seno alla sperimentazione della scuola del Bauhaus, e con un rarissimo esemplare di gigantesca moto da stayer degli anni ’30 (gentile concessione della famiglia Dagnoni) realizzata su misura con una parte di motore stellare aeronautico Anzani.

Ancora, per evidenziare le intime relazioni tra acciaio, design e arte, la mostra espone tre esemplari di Bici d’Artista (Supercorsa, Studio Alchimia, 1984; Supercorsa Pista, Barry Mc Gee, 2008; Nemo TIG, Guarnaccia, 2017), dalla collezione personale di Antonio Colombo.

Generoso il contributo del Comitato Velodromo Vigorelli, con materiale documentale ma soprattutto con alcuni listelli della celebre pista risalenti alla prima ricostruzione del velodromo dopo il 1946. Per la prima, e forse unica, volta nella storia, i mitici listelli del Vigorelli si trovano accanto ad una bicicletta che non solo ci ha corso, ma che addirittura ci ha fatto un record dell’ora, la Legnano di Fausto Coppi del 1942.

Alle pareti opere d’arte realizzate appositamente dagli artisti amici della Galleria come Olinsky, Marco Cingolani, Fiorino e Massimo Giacon, che ha eseguito la sua opera durante la serata d’inaugurazione in unaa performance di live painting.

A necessario corredo per la più completa fruizione dei materiali in mostra, Martedì 18 settembre, Steel Is ha avuto il privilegio di ospitare “I segreti del Vigorelli”, dialogo con il giornalista Pier Augusto Stagi, lo scrittore Giacomo Pellizzari e lo storico cicloattivista milanese Paolo Tagliacarne.

Steel Is si è inserita in Milano Bike City, il programma diffuso di eventi dedicati alla bicicletta, al ciclismo e alla mobilità sostenibile attiva, promosso dall’Assessorato al Turismo, Sport e Qualità della vita del Comune di Milano, in collaborazione con l’Assessorato alla Mobilità e Ambiente.

La mostra è stata un grandissimo successo, con più di 400 persone che hanno partecipato all’inaugurazione.

 

A questo link puoi trovare una selezione di immagini e un video della mostra. Share & Enjoy!

Dicono di noi…

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Cinelli ha sempre considerato la bicicletta come un contenitore di molti e diversi valori, atletici e sportivi, ma anche artistici e sociali, di design e di cultura.
Comunicarli tutti in maniera corretta è una sfida quotidiana e affascinante.

Ecco perché, quando vediamo degli articoli interessanti sul mondo Cinelli non vediamo l’ora di condividerli con voi!

 

VOLATA MAGAZINE – SPAGNA

 

TOP VELO – FRANCIA

 

 

CYCLIST – ITALIA

 

 

CYCLIST – UK

 

CCCP | Pedalando tra vini e vigneti con Ace Bici – Domenica 10 giugno

By | Cinelli Cycling Club Program, News | No Comments

CCCP | Cinelli Cycling Club Program: Tornano le ride della nostra community sui pedali per testare la Gamma Corsa 2018, carbonio e acciaio, e Zydeco Gravel, in collaborazione con i nostri Dealer.


Sabato 09 giugno

Percorso: Casarile, Broni, Cigognola, Pietra de Giorgi, Lirio, Michelazza, Francia, Crocetta, Santa Maria della Versa, Montescano, Casa Colombi, Canneto e ritorno.

Descrizione: Pedaliamo un po’ in pianura prima di raggiungere l’Oltrepo’, tra cantine storiche, piccoli borghi e castelli, con qualche salita in mezzo ai vigneti, per poi rientrare per gustarci il buon vino del territorio naturalmente accompagnato da pane e salame.

Prenota la tua CINELLI test bike:
Scrivi a acebici@yahoo.it o chiama lo 02 3952 3361 e prenota subito la tua bici test CINELLI, scegliendo tra:
::: Strada 2018: XCR, NEMO TIG, NEMO DISC, SUPERSTAR DISC, VIGORELLI ROAD
::: Gravel 2018: ZYDECO

Porta casco, pedali, scarpe; al resto pensiamo noi.

Quando: Domenica 10 giugno
Dove:
ACE BICI | Via Alessandro Manzoni 10/B Casarile 20080 (MI)
Ore 8:00: ritrovo per chi testa.
Ore 9:00: partenza per tutti
Ore 13.30 circa: rientro alla base, vino, birra foto di rito e saluti

Smith, partner CCCP, mette a disposizione dei rider i bellissimi caschi #Network e #Overtake e gli occhiali #Attack, da testare gratuitamente: prenota i tuoi!

Grazie a Michelin la gamma corsa Cinelli 2018 è gommata Power Competition!

#biketest #testride #rossignoli #cinelli #bicicletterossignolimilano  #cinellifamily #gravel #cccp #cinellicyclingclubprogram #ridewithus #happytomakeanotherriderhappy

CCCP | Gravel e corsa nel Parco del Ticino, con Cicli Tramarin – Sabato 9 giugno

By | Cinelli Cycling Club Program | No Comments

CCCP | Cinelli Cycling Club Program: Tornano le ride della nostra community sui pedali per testare la Gamma Corsa 2018, carbonio e acciaio, e Zydeco Gravel, in collaborazione con i nostri Dealer.

cccp cinelli cycling club program
Sabato 09 giugno
Percorso #gravel: Un bellissimo percorso di 60 Km immerso nel Parco del Ticino, per divertirsi con la Zydeco.

Percorso #bdc: Il percorso strada si svolge invece fino a Pombia e ritorno con qualche salita per tenere le gambe sveglie. Tra i materiali nei post trovate altimetria e giro. Staremo fuori 3 ore circa.

Prenota la tua CINELLI test bike:
Scrivi a brunotramarin68@gmail.com o chiama lo 02/9756119 e prenota subito la tua bici test CINELLI, scegliendo tra:
::: Strada 2018: XCR, NEMO TIG, NEMO DISC, SUPERSTAR DISC, VIGORELLI ROAD
::: Gravel 2018: ZYDECO

Porta casco, pedali, scarpe; al resto pensiamo noi.

Quando: sabato 9 giugno
Dove:
Cicli Tramarin Piazza Matteotti, 6, 20010 Boffalora Sopra Ticino MI
Ore 8:00: ritrovo per chi testa.
Ore 9:00: partenza per tutti
Ore 13.30 circa: rientro alla base, vino, birra foto di rito e saluti

Smith, partner CCCP, mette a disposizione dei rider i bellissimi caschi #Network e #Overtake e gli occhiali #Attack, da testare gratuitamente: prenota i tuoi!

Grazie a Michelin la gamma corsa Cinelli 2018 è gommata Power Competition!

#biketest #testride #rossignoli #cinelli #bicicletterossignolimilano  #cinellifamily #gravel #cccp #cinellicyclingclubprogram #ridewithus #happytomakeanotherriderhappy

Davide The Champ!

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Sabato scorso, 14 ottobre, è andato in scena il capitolo conclusivo della serie Red Hook Crit 2017. Già dai giorni che precedono la gara si capisce che le aspettative sono altissime. Davide Viganò arriva alla gara da primo in classifica, con 13 punti di vantaggio sul secondo. Vincere la serie a Milano, davanti al proprio pubblico, avrebbe veramente un sapore speciale.

I suoi compagni di squadra lo sanno, e sanno che dovranno fare di tutto per proteggerlo. Gli avversari sono tanti, e tutti con un motivo valido per combattere contro Davide.

Dopo una settimana di attesa e rifinitura arriva finalmente il sabato, the raceday. Il circuito della Bovisa, l’unico rimasto veramente cittadino, accoglie i partecipanti con le braccia aperte ed il sole in fronte. Fin dai primi gruppi di qualifica si percepisce un’atmosfera elettrica, gioiosa ed eccitata.

Il tracciato gira veloce e i 3 punti in palio per la vittoria del gruppo di qualifica fanno gola a molti, compreso Filippo Fortin, il secondo in classifica generale dietro Viganò.

Grazie al lavoro della sua squadra Fortin guadagna questi 3 punti, e accorcia la classifica, in attesa della qualifica di Viganò.

Tutto il Team Cinelli Chrome gestisce i 12 giri in assoluta serenità, portando Davide a vincere e ad annullare i 3 punti di Fortin.

Passa anche la superpole senza grandi sussulti, a parte l’ottimo terzo tempo registrato da Ivan Ravaioli, che dimostra di avere la gamba giusta.

La gara inizia tra l’euforia dei 15.000 spettatori accorsi alla Bovisa per godersi lo spettacolo che solo queste gare sanno offrire. La prima fase è di studio, tutti gli occhi sono puntati su Fortin e Viganò, protetto in maniera superba da un Ravaioli in gran forma.

Quasi subito parte una fuga a due che il gruppo non riprenderà più. In testa a tirare infatti cambiano le squadre, ma il ritmo pare troppo lento per poter chiudere il buco. Viganò e Ravaioli se ne stanno coperti e controllano i movimenti degli altri con l’occhio allenato dei professionisti.

Nessuno scossone nemmeno all’ultimo giro, quando Fortin taglia il traguardo qualche centimetro prima di Viganò, che quindi consolida la sua leadership e diventa CAMPIONE 2017 RED HOOK CRITERIUM.

Un grandissimo applauso per Davide, che ha dimostrato di essere corridore d’altra categoria rispetto ai pur forti avversari, mostrando una costanza di rendimento e una competitività in tutti i tracciati mai vista prima.

Un grazie speciale ad Ivan Ravaioli, che ha dimostrato ancora una volta di essere corridore vero e di talento.

Ultimo ma non ultimo un ringraziamento agli sponsor del Team, che hanno permesso a Davide e ai suoi compagni di esprimersi sempre su livelli eccellenti: Chrome Industries, Santini SMS, Smith Optics, Full Speed Ahead, DMT, Kryptonite, Astute, MVSMichelin, Hed, Deporvillage, Columbus e Wingedstore.

Two Cs one cause!

Seguite Team Cinelli Chrome qui e qui!

Team Cinelli Chrome @ RHC Barcelona N.5

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Agosto è passato, la pioggia battente di Londra è un lontano ricordo.
Solo le previsioni spaventavano un po’, ma alla fine il weekend della Red Hook Crit di Barcellona non poteva andare meglio. E non solo per il meteo.
Gli atleti di Team Cinelli Chrome arrivano in città venerdì, e si vede subito che sono estremamente concentrati. Barcellona è il crocevia della stagione: in classifica generale Davide Viganò è secondo a 3 punti dal primo con ancora due gare da correre: la tappa spagnola l’indomani e la finale del 14 ottobre a Milano. È chiaro a tutti che se qualcosa va storto sabato a Milano la situazione sarà parecchio complicata. Questo però non li spaventa, sanno cosa devono fare e sanno come farlo.

Il sabato s’inizia con i gruppi di qualificazione. Il circuito è cambiato rispetto all’anno scorso, è più lento e tecnico.
Viganò, che parte nel gruppo 2, si qualifica senza problemi per la superpole, così come Ravaioli e Bravini.
Purtroppo non ce la fa invece Moser, che stava girando in testa al suo gruppo di qualifica quando viene sorpreso da una curva troppo scivolosa. Niente di grave per lui, ma accesso alla finale negato.
La superpole scorre tranquilla, arriva la finale.

La gara è subito velocissima, il gruppo fa subito una selezione spietata.
Sono tutti fianco a fianco fino a 2 giri dalla fine, quando una caduta all’ultima curva coinvolge molti corridori, tra cui l’attuale leader della classifica generale. Viganò la passa indenne.
L’ultimo giro inizia con la fuga di Van Eerd, chiuso poi da Fortin e Viganò. All’ultima curva l’olandese si trova interno e tanto gli basta per beffare di mezza ruota Viganò, che termina secondo ma guadagna abbastanza punti da andare al comando della classifica generale con un vantaggio di 13 punti sul secondo.

La gran finale è prevista il 14 ottobre a Milano, allo storico circuito della Bovisa. Per l’occasione Viganò vestirà il body rosso del primo in classifica, conscio che dovrà fare di tutto per mantenere il suo vantaggio fino alla fine della gara.
Complimenti a Davide per la grandissima guida e costanza di risultati, il primo posto non è un regalo ma frutto del talento e della preparazione di un atleta formidabile.
Complimenti a tutti i suoi compagni di squadra, che hanno fatto e faranno di tutto per portare Davide al traguardo.

Un ringraziamento speciale a tutti i fan che seguono il Team e agli sponsor per il loro preziosissimo sostegno: Chrome Industries, Santini SMS, Smith Optics, Full Speed Ahead, DMT, Kryptonite, Astute, MVSMichelin, Hed, Deporvillage, Columbus e Wingedstore

L’appuntamento è per sabato 14 ottobre alla Bovisa. Noi ci saremo, e voi?

Team Cinelli Chrome è apparso su numerosi media nazionali, ecco alcuni articoli: Sport Mediaset, Premium Sport, La Gazzetta dello Sport

Forza Team Cinelli Chrome!

Bike Passion – Cinelli d’artista

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In occasione dei 100 anni del Giro d’Italia, Galleria Campari presenta un nuovo progetto espositivo, a cura di Marina Mojana e Fabrizio Confalonieri, appositamente concepito: Bike Passion, dagli Album Campari una storia a due ruote. La mostra vuole essere una testimonianza del legame tra Campari e la corsa rosa, ripercorrendo l’arco temporale dagli anni Trenta agli anni Sessanta, in cui ha seguito ciclisti del calibro di Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil, Baldini, Gaul, Magni, nelle ventuno tappe del Giro d’Italia, nelle tappe del Giro dei Tre Mari e in quelle del Gran Premio di Lugano, diventando, da sponsor delle manifestazioni, vero e proprio compagno delle imprese di una delle discipline sportive più onorate al mondo.

Bike Passion non è solo passato, ma anche presente: infatti ad arricchire l’esposizione ci saranno nove biciclette d’artista della collezione del presidente di Cinelli Antonio Colombo, firmate da designer di fama internazionale quali Alchimia, Alberto Biagetti, Sergio Calatroni, Death Spray, Barnaba Fornasetti, Stevie Gee, Max Lamb, Barry McGee e Alessandro Mendini.

Cinelli è orgogliosa di esporre le proprie biciclette presso la Galleria Campari, uno spazio dinamico, interattivo e multimediale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design.

La Galleria, nata nel 2010 per i 150 anni dell’azienda, deve la propria forza all’unicità e alla ricchezza dell’Archivio storico, vero e proprio giacimento culturale trasversale, con oltre 3.000 opere su carta, soprattutto affiche originali della Belle Époque, ma anche manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30 agli anni ‘90, firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo; caroselli e spot di noti registi come Federico Fellini e Singh Tarsem; oggetti firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni.

Visto il grande successo della mostra, la chiusura verrà prorogata fino al 25 settembre 2017.

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